Alluminio:
un metallo moderno
 

L’alluminio, dopo l’ossigeno e il silicio, è il terzo elemento più abbondante e il metallo più presente sulla crosta terrestre.
Nonostante ciò, soltanto da circa cento anni lo si impiega per usi industriali.

Non si trova alluminio metallico libero, ma legato all’ossigeno e inglobato nelle rocce come ossido presente nella Bauxite e fino a duecento anni fa non vi erano i mezzi tecnici per separarne quantità industriali.

All’inizio del XVIII secolo si riuscì ad individuare l’alluminio nei suoi composti, nel XIX secolo si ottennero le prime quantità di metallo, ma i costi elevati lo relegarono alla categoria di metallo prezioso.
Solo nel XX secolo, lo sviluppo del processo elettrolitico ne consentì un diffuso utilizzo industriale.

Leggerezza, resistenza meccanica e alla corrosione, lavorabilità, conduttività elettrica e termica e ampia versatilità alle finiture superficiali ne rendono possibile l’utilizzo in tutte le applicazioni industriali.

L’alluminio non ha alcun effetto negativo sull’organismo, è igienico, non da luogo a fenomeni ferromagnetici ed è il metallo che si ricicla in modo più completo e al minor costo e quindi al minor impatto ambientale.
Tutto questo lo rende protagonista fra i metalli moderni, uno dei pochi che sa rispondere in modo eclettico e propositivo alle sfide dello sviluppo tecnologico ma anche e soprattutto dello sviluppo sostenibile.

 

 

 

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